I GRUPPI DI AUTO-AIUTO: DOVE, COME E PERCHE’...
I gruppi di auto-aiuto sono dei piccoli gruppi di
persone che condividono la stessa situazione di vita o le stesse difficoltà. Si
costituiscono volontariamente per cercare di soddisfare un bisogno, superare un
problema, ottenere un cambiamento in maniera reciproca.
Non si utilizzano operatori professionali, se non per
un ruolo definito e mai centrale, poiché la caratteristica dell’autonomia è
fondamentale in un gruppo di supporto.
"L’intento comune di tutti i gruppi di auto-aiuto
è quello di trasformare coloro che domandano aiuto in persone in grado di fornirlo",
aumentando la padronanza e il controllo sui problemi, in una parola, l’auto-efficacia
dei partecipanti.
Ci sono diversi tipi di gruppi di auto - aiuto: quelli
formati da persone che condividono un handicap o una malattia cronica, quelli
costituiti da persone che vogliono cambiare un’abitudine, un comportamento (ad
esempio gli Alcolisti Anonimi), quelli organizzati da familiari di persone con
gravi problemi, gruppi di persone che attraversano un periodo di crisi (un
lutto, una separazione), o un periodo positivo ma che cambia radicalmente le
loro vite (es. nascita di un figlio), o infine, persone che devono affrontare
una situazione o un cambiamento che influisce sulle loro identità (es. la
menopausa, il pensionamento).
Nei gruppi di auto-aiuto le persone escono dal ruolo
di consumatori, da una situazione di passività e diventano protagoniste. Conoscere
persone che hanno attraversato o stanno attraversando le stesse difficoltà, fa
sentire meno soli e aiuta a capire che sentimenti e reazioni che sembrano
"cattivi" o "folli ", non sono affatto tali.
Inoltre incontrare persone che hanno superato gli stessi problemi, o hanno
trovato modi ottimali per affrontarli e gestirli può regalare speranza e
ottimismo. Si acquisiscono le competenze per avere il maggior controllo
possibile sul problema, invece di esserne controllati.
Aiutare gli altri accresce la propria autostima,
aumenta il livello di competenza interpersonale. La persona nota che riesce ad
ottenere un equilibrio tra il dare e l’avere, e riproponendole ad altri,
consolida quelle strategie di cambiamento che ha acquisito a sua volta.
Questo è particolarmente importante per coloro che
sono a volte costretti ad essere aiutati e a dipendere da altri, che così
traggono fierezza, soddisfazione nel sostenere a loro volta altre persone, nel
vedere che può anche dipendere da loro, sperimentando l’interdipendenza
reciproca.
Ecco qualche suggerimento pratico per
l’organizzazione di un primo incontro di un gruppo di auto-aiuto.
- La
prima cosa che si deve fare è verificare che non esistano altri gruppi di
questo tipo nella propria zona. In questo tutti i lupetti sono facilitati:
basta informarsi presso il Gruppo Italiano LES.
- Una
volta accertata la mancanza di un’iniziativa del genere, mettete un
annuncio sul giornalino dell’associazione o su giornali locali per
contattare altre persone, create dei volantini semplici e chiari da
distribuire nei reparti e negli ambulatori degli ospedali, iniziate insomma
una specie di tam-tam.
- Cercate
anche di trovare una sede, che magari sarà anche provvisoria, prestata per
questo primo incontro. Sarebbe meglio che non ci si incontrasse in una
casa: l’ambiente domestico è pieno di distrazioni, dal telefono che squilla,
al vicino che suona alla porta, al ruolo di "padrone di casa"
che inevitabilmente si farebbe sentire. Meglio un ambiente neutro, come un
locale di un Ospedale (domandate alla Direzione Sanitaria e ai Primari dei
reparti interessati), di un Centro sociale o di un’associazione di
volontariato che disponga di sufficiente spazio per ospitarvi. Potete
anche rivolgervi direttamente al Comune di appartenenza.
Buon lavoro!
Sono un'insegnante di scuola primaria di una zona periferica di una grande città. In classe abbiamo molte situazioni di svantaggio sociale, sto riflettendo sul fatto che se i genitori (penso soptrattutto alle mamme)costituissero un gruppo di auto-aiuto ciò li aiuterebbe a risolvere problemi quotidiani di cura dei figli oltre che essere per loro fonte di sostegno psicologico reciproco. Credo che ne contatterò qualcuno e proporrò di vedere insieme il vostro blog ... eventualmente possiamo contare anche sull'aiuto di una persona del vostro centro?
RispondiEliminaUna insegnante
Noi del Centro Arké siamo disponibili a seguire e sostenere anche dal punto di vista organizzativo e logistico chi intendesse costituire un gruppo di auto-aiuto. Non esitare a contattarci.
RispondiEliminaGrazie per avermi risposto. Avete un indirizzo mail di riferimento o un recapito telefonico?
RispondiEliminaUna insegnante